REGISTRAZIONE SESSIONE I – 29 gennaio 2022

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RIASSUNTO DELLA SESSIONE

0.37-10.21 – introduzione di Edoardo Toffoletto:
L’economia come mediazione tra la politica e l’estetica; la ritenzione terziaria per pensare la questione dell’inconscio collettivo (Jung) con una grammatica freudiana.

10.21-20.00 – approfondimento di Paolo Vignola:
L’estetica come aisthesis come luogo dell’exosomatizzazione; fuorviante lettura di Stiegler come umanista anche individualista, come se tutto si radicasse nell’individuo. Invece, l’operazione molto più interessante l’estetica proprio come luogo dell’individuazione psichica (individuale) e collettiva; libro sintomatologico, critica radicale del marketing; Stiegler è l’unico che si chiede per quale ragione vi fosse tanta simpatia per il Front National. Stiegler fa della sintomatologia della micro-politica, mossa dall’estetica. Il problema della ricezione ideologica di Stiegler marcata dalla sua svolta esplicitamente farmacologica: in questo libro, tutto è pronto, ma non appare ancora chiaramente la questione della farmacologia, benché sia operante quando Stiegler parla della funzione della chanson nel film di Alain Resnais.

20.00-22.45 – commento di Edoardo Toffoletto:
Rapporto tra farmacologia ed umanesimo, un tentativo di definizione della
misère symbolique.

23.50-28.27 – intervento di Artin Bassiri Tabrizi:
Necessario sottolineare il ruolo del tempo, nonché il tema della guerra, che avviene tramite la cattura del desiderio, l’estetica è certo il collante, ma è l’estetica stessa il pharmakon. Oltre a Jung, sembra esserci una forte presenza della psichiatria fenomenologica, insomma Binswanger, Minkowski, cioè la normalità della coscienza come continuità temporale, e quindi la guerra sarebbe l’aspirazione alla sincronizzazione delle coscienze – del loro tempo – tramite un oggetto estetico.

28.28-30.48 – reazione di Sara Baranzoni:
È importante ricordare che Stiegler non demonizza unilateralmente la sincronizzazione delle coscienze. Essa è anche la condizione del noi, di una comunità del sentire. Si annida qui già il seme della farmacologia.

30.48-35.26 – osservazione di Edoardo Toffoletto:
I limiti della psichiatria fenomenologica; la questione della sincronizzazione, Stiegler la analizza anche nei gesti dalle pratiche e saperi artigianali alla standardizzazione dei gesti dell’industria.

35.27-38.25 – dialogo tra Francesco di Maio e Paolo Vignola:
Quale rapport tra l’apparizione del termine di farmacologia nell’opera di Stiegler la morte di Derrida nel 2004, anno di uscita del primo volume di De la misère symbolique? Il concetto di ritenzione terziaria è stato inoltre la scintilla di un litigio o comunque di un finale distanziamento tra Derrida e Stiegler.

38.27-41.12 – integrazioni di Paolo Vignola:
Su tempo e sincronizzazione. Platone e la questione della sincronizzazione: tra la questione della puissance publique e il marketing, come volti della sincronizzazione. C’è un cantiere aperto sulla questione dell’affetto, che poi non viene mai sviluppato nell’opera successiva. Un cantiere che sarebbe molto interessante e auspicabile riprendere.

41.16-45.00 – domande e osservazioni di Gabriele Marino:
Questione della canzone e musica registrata. Definizione un poco démodé – mi pare – della canzone o del cinema come oggetto temporale in senso husserliano. Dove sta la dimensione spaziale, rispetto all’accento della questione temporale.

45.00-55.25 – risposte e reazioni di Edoardo Toffoletto, Paolo Vignola :
A proposito della questione della puissance publique e degli affetti, centrale è la spiegazione della miseria simbolica, come conseguenza dell’abdicazione della politica come centro di di direzione di politiche culturali, e quindi come gestione della sincronizzazione e dell’economica libidinale. Alla fine la questione dello spazio e della spazializzazione è quella della exosomatizzazione. Le definizioni degli oggetti estetici, e in quanto temporali, sono definizioni formali e funzionali: perché noi prendiamo, cioè adottiamo la temporalità dell’oggetto. L’importanza della temporalità è il modo di interazione degli oggetti stessi da parte del soggetto. In tal modo, si impoverisce l’ontologia dell’opera d’arte.

55.30-56.30 – domanda di Francesco di Maio:
Come si pone la questione della temporalità per altre forme artistiche, quali la pittura o la fotografia, che non sono formalmente legate al tempo?

56.54-60.23 – risposta di Paolo Vignola & Sara Baranzoni:
La relazione molto empirica alla teoria da parte di Bernard Stiegler: a partire dall’essere direttore dell’INA, ma anche dell’IRCAM, si coglie proprio metonimicamente quanto le sue interrogazioni siano fortemente legate dai ruoli istituzionali che svolgeva, perciò si spiega la presenza solo tangenziale di considerazioni su forme d’arte più “statiche” che sono presenti solo a titolo di esempio del processo di exosomatizzazione. Effettivamente, non c’è nulla di pubblicato da Stiegler, dove affronta tali forme artistiche, ma un testo in preparazione Mystagogies, tradotto da noi in italiano per La Deleuziana, invece si sofferma anche sull’arte contemporanea e le arti visive in generale; Ne parla più che altro come rottura di epoca.

60.23-63.20 – osservazione di Artin Bassiri Tabrizi:
Emerge un ruolo specifico dell’estetica al di là della disciplina specifica, quale teoria del Bello, o come estetica trascendentale (teoria delle sensazioni o della percezione), giacché si pone chiaramente nell’ambito di una “rifunzionalizzazione della dimensione estetica dell’uomo” – si pone la questione chiave di una relazione oggettuale, in senso psicanalitico, investita di una qualità estetica, e pertanto si apre la questione del rapporto tra estetica e desiderio. Insomma, si tratta del fatto che Stiegler pensa il desiderio come estetico: una visione dell’animale umano che desidera strutturalmente in maneira estetica.

63.20-67.40 – reazioni di Paolo Vignola e Edoardo Toffoletto:
Il riferimento fondamentale sul piano psicologico-psicanalitico diventerà sempre più la questione dell’oggetto transizionale e quindi la figura Donald Winnicott. Uno studio da farsi sarebbe proprio aprire il rapporto di Stiegler con Winnicott e interrogare lo statuto del desiderare esteticamente. Tuttavia, occorre ricordare anche la differenza tra pulsione e desiderio su cui s’incentra tutto il ragionamento sull’economia libidinale di Stiegler, differenza che si ritrova filologicamente anche in Freud rispettivamente tra Wunsch e Trieb, e che invece sembra spesso essere dimenticata nella ricezione della psicanalisi da parte della filosofia francese. Inoltre, una postilla sulla questione del formalismo occorre anche farla, giacché se di formalismo estetico si tratta, esso comunque descrive dinamiche assolutamente concrete di preformazione delle ritenzioni-protenzioni psichiche e collettive.

67.52-69.14 – domanda di Marco Brighenti:
Quale è lo statuto della sincronizzazione con il suo resto? Ciò che eccede, o rimane fuori dai processi di sincronizzazione delle coscienze è indice di una mancata sincronizzazione o di una sincronizzazione compiute?

69.15-72.25 – risposta di Paolo Vignola:
Quale è dunque il rapporto tra la sincronizzazione e le sue anomalie? Gli scarti, gli eccessi e le eccezioni sono state già da sempre pre-calcolate o pre-viste dalla sincronizzazione? È necessario pensare che il processo di sincronizzazione quanto più è unilaterale e cortocircuita le singolarità diacroniche, tanto più struttura polarità sociale, nel tessuto della comunità estetica. Oggi, è palese: si ha una sincronizzazione assoluta con una polarizzazione del sentire, degli affetti e dei comportamenti estrema.

73.30 fino alla fine – considerazioni sul film di Alain Resnais, On connaît la chanson.

PROGRAMMA SESSIONE I

17.30-20.30 – La prima sessione pilota. Si incomincerà discutendo i primi due capitoli del vol. I di De la misère symbolique di Bernard Stiegler (pp. 1-75, dell’edizione francese Flammarion). E si discuterà sulle prossime date e l’organizzazione generale del seminario.

Parte I: 17.30-18.30 – I. De la misère symbolique, du contrôle des affects et de la honte que cela constitue (pp. 13-31), nella prima ora si affronterà il primo capitolo del testo cercando di fissare alcuni concetti chiave della prospettiva stiegleriana sulla questione estetica:

– estetica, politica e sincronizzazione
– cosa è l’organologia generale?
– marketing, economia libidinale e definizione di miseria simbolica

18.30-18-45 : Pausa/domande e chiarimenti

Parte II: 18.45-19.45 – II. Comme si nous faisions défaut ou comment trouver des armes à partir de On connaît la chanson, d’Alain Resnais (pp. 33-74), il secondo capitolo del testo è un esplicitazione delle categorie proposte nel primo capitolo attraverso un’analisi puntuale del film di Alain Resnais On connaît la chanson (1997), di cui si consiglia caldamente la visione integrale prima della sessione (qui sotto versione francese originale con sottotitoli in inglese):

P.S. Pour les résidents en France, si le vidéo ne résulte pas visible, grâce à un VPN (si vous l’avez) vous pouvez vous virtuellement déplacer en Italie et avoir accès au contenu.

La seconda parte del seminario proporrà alcune considerazioni seguendo l’analisi stiegleriana a partire da scene chiave del film che verranno proiettate durante la sessione. In tal modo, si considera fare un esercizio di critica farmacologica, che sarà poi oggetto della discussione per la parte finale.

Parte III: 19.45-20.30 – Discussione

Pubblicato da Edoardo Toffoletto

Co-founder Mousikè. Istituto di critica e farmacologia musicale

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